PALIO DEL SALAME

Dal “Palio del salame casalin”
una significativa donazione all’Abeo
 
 
Il salame casalingo è storicamente un prodotto tipico delle comunità di campagna, e nel mantovano è stato addirittura creato il “Museo del salame casalino” per documentarne la tradizione.
Il “casalin” era anche una specialità delle campagne venete, un prodotto che la società dello street food, del panino sciaguratamente riscaldato alla piastra col conseguente salume rinsecchito, dei burger di ogni tipo e strati, sembrava tristemente avviato al dimenticatoio.
Per fortuna c’è anche chi alle tradizioni e ai buoni sapori della nostra civiltà contadina non vuole rinunciare e si rimbocca le maniche per farli rivivere e rilanciarli. E’ il caso di un gruppo di amici che si sono improvvisati, quasi per gioco ma con molta passione, norcini, acquistando ciascuno un maiale, facendolo crescere e quindi producendo i propri salami nel rigoroso rispetto della tradizione veneta: morbidi al tatto, buon profumo di stagionatura, senza aggiunta di coloranti.
Essendo amici non poteva mancare una sana competizione: chi ha fatto il migliore “salame casalin”? Per deciderlo si è dato vita al “Palio del salame casalin” giunto  quest’anno alla quarta edizione, organizzato dalla confraternita “La casa dei Davi” in un ristorante di Cadidavid. Oltre alla giuria tecnica, presieduta da Giovanni Rana, assai nutrita quella dei consumatori con oltre 120 “assaggiatori”.
Alla fine il verdetto delle due giurie è stato univoco e la palma del vincitore è andata a Bruno Rampazzo di Buttapietra.
La serata ha anche avuto un significativo risvolto benefico poiché il ricavato di 1500 euro è stato devoluto all’ABEO (Associazione Bambino Emopatico Oncologico) per il progetto Villa Fantelli, la nuova casa dell’Abeo i cui lavori di ristrutturazione inizieranno tra breve all’interno dell’Ospedale di Borgo Trento.
La tradizionale generosità dei veronesi, passa anche attraverso la tradizione del “salame casalin”!